Il mio studio,
la mia galleria
Ci sono passioni che ti accompagnano per tutta la vita, come
compagne fedeli.
E altre che nascono quando non sei più un ragazzo, quando pensi
che il tempo delle sorprese sia finito e invece scopri che può
ricominciare da capo.
Ogni passione porta con sé una lieve sofferenza, quella ferita buona
che ti spinge a cercare, a comprendere, a ritrovare un luogo pieno
di ricordi e, perché no, a farlo incontrare con ciò che sei diventato.
Così è nato ART TRAIL LIONSPUB 18.
Nel 1985, a San Marco dei Cavoti, apriva le sue porte il Lion Pub
18: un punto di incontro, di musica, di voci e di generazioni che si
sono avvicendate tra quelle mura. Era un rifugio per tanti ragazzi
del Fortore — e non solo — un piccolo universo di relazioni, idee,
sogni.
Oggi quello stesso spazio è diventato il mio studio.
E, quasi senza volerlo, è diventato anche un luogo espositivo.
Il bancone del bar, il forno a legna, la cucina: tutto è rimasto al suo
posto, come una scenografia familiare che non ha mai smesso di
aspettarmi.
Solo la luce è cambiata: ora cade sulle tele, sui colori, sulle opere
che raccontano la mia storia e la storia di questi luoghi.
Qui trascorro momenti di serena convivialità con gli amici più cari.
E mentre parliamo, guardo le pareti e penso a quanto sarebbe bello
se questo spazio diventasse, un giorno, un luogo di incontro per
tanti altri: un punto di partenza dove l’arte potesse trovare un
varco, un incoraggiamento, un’occasione.
Mi piacerebbe che il Lion Pub 18 tornasse a essere ciò che è sempre
stato: un crocevia.
Un posto dove favorire relazioni tra artisti, tra appassionati, tra
chi crea e chi semplicemente vuole lasciarsi attraversare dalla
bellezza.
Un luogo che parla con le mura, con gli oggetti, con la memoria

